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27 giugno 2006

12th world computer chesse championship - Eros Riccio con Falcon

Riccio a Tel Aviv per il campionato mondiale
(da Il Tirreno - 6 luglio 2004)

Eros Riccio è volato sabato notte in Israele per partecipare al campionato
del mondo di scacchi per computer.
E la grande avventura per il giovane scacchista lucchese è cominciata sotto
i migliori auspici.
La prima sfida, infatti, si è conclusa con la vittoria di Falcon, il
programma di Riccio e Tabibi, contro il Fibchess, programma spagnolo di
Guillermo Baches Garcia.
Hanno vinto anche il tedesco Parsos e l'olandese Diep, che con Falcon
guidano provvisoriamente la classifica mondiale.
Shredder e Fritz, che sulla carta sono considerati i più forti, si sono
dovuti accontentare di un pareggio rispettivamente contro Crafty e Deep
Sjeng.
Il World Computer Chess Championship, organizzato quest'anno dalla Bar
Ilan University di Ramat Gan e giunto alla dodicesima edizione, si
concluderà il 13 luglio.
Il ghiovane campione di scacchi lucchese è stato ingaggiato per guidare, con
il suo personal book delle aperture, il programma Falcon
dell'israeliano David Omid Tabibi, che competerà per il titolo
mondiale contro i più forti programmi di scacchi del mondo.
In particolare si tratta del fortissimo Fritz, il programma di F. Morsch e
M. Feist, e l'altrettanto forte programma tedesco Shredder si S.
Meyer-Kalhen, che ha vinto il mondiale l'anno scorso a Graz in
Austria.
Essere tra i pochi protagonisti di uno dei più attesi e importanti
avvenimenti scacchistici dell'anno significa certamente per Eros
Riccio aver conseguito un prestigioso riconoscimento internazionale.
Ma per lui è anche e soprattutto un'occasione per mettere in mostra le
sue doti scacchistiche su un palcoscenico che lo pone per la prima volta
alla ribalta mondiale.




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27 giugno 2006

12° campionato del mondo di scacchi per computer. Eros Riccio vince il primo incontro

Scacchi - Sfida con i computer
Eros Riccio in Israele al campionato mondiale
(da La Nazione - 7 luglio 2004)

Eros Riccio è in Israele per partecipare al campionato del mondo di scacchi
per computer.
La prima sfida, quella di domenica, si è conclusa con la vittoria di Falcon,
il programma di Riccio e Tabibi.
Il giovane scacchista lucchese è stato infatti ingaggiato per guidare, con
il suo personal book delle aperture, il programma Falcon
dell'israeliano David Tabibi.
Per Riccio, dunque, un prestigioso riconoscimento internazionale.




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27 giugno 2006

12th world computer chess championship - Eros Riccio in Israele

Scacchi, lucchese alla sfida con il computer
(da La Nazione - 22 giugno 2004)

Eros Riccio parteciperà al prossimo campionato del mondo di scacchi per
computer.
Organizzato dalla Bar Ilan University, il campionato si terrà in Israele, a
Ramat-Gan. nei pressi di Tel Aviv, dal 4 al 12 luglio. E' un
importantissimo riconoscimento internazionale per il forte campione di
scacchi lucchese, scelto per collaborare con l'autore,
l'israeliano David Tabibi, nella guida del programma
"Falcon" che parteciperà alla competizione mondiale.
il direttore del torneo WCCC (World Computer Chess Championship), che è
giunto quest'anno alla dodicesima edizione, sarà il professor Jaap Van
De Herik del Computer Science Department dell'università di
Maastricht.
Alla guida di Falcon, Riccio e Tabibi dovranno dunque vedersela con i
campioni che guideranno i migliori programmi di scacchi del mondo: dallo
statunitense Crafty di R. Hyatt, all'inglese
Woodpusher di J. Hamlen, dal tedesco Parsos di
R. Huber agli israeliani Junior di A. Ban e S. Bushinsky e
Movei di U. Blass, dall'olandese Diep di
V. Diepeveen allo spagnolo Fibchess di G.B. Garcia, dal belga
Deep Sjeng di G.C. Pascutto al francese Grazy
Bishop di R. Coulom.
Dovranno cercare di contrastare soprattutto il forte programma
Fritz di F. Morsch e M. Feist e il tedesco
Shredder di S. Meyer-Kahlen, che ha vinto il campionato del
mondo di scacchi per computer l'anno scorso a Graz in Austria,
battendo nello spareggio finale proprio Fritz, dopo un appassionante duello.





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27 giugno 2006

Scacchi: Italia - Resto del Mondo. Eros Riccio batte il maestro Koziel

Il figlio del vicesindaco ha battuto il maestro argentino Koziel
(da Il Tirreno - 4 febbraio 2003)

E' in corso il torneo di scacchi per e-mail Italia - Resto del
Mondo organizzato dall'Asigc (associazione scacchistica italiana
giocatori per corrispondenza).
Ogni campione italiano incontra via e-mail un campione straniero in due sole
partite, una col bianco e una col nero e, come sempre negli scacchi, la
vittoria vale un punto, il pareggio mezzo punto e la sconfitta zero.
Rappresentano la squadra del Resto del Mondo scacchisti di prim'ordine
di tutti i continenti, ma fino ad oggi è l'Italia in testa con 111
punti e mezzo contro i 103 e mezzo del Resto del Mondo.
A difendere i colori della squadra italiana anche il giovane scacchista
lucchese Eros Riccio che, pur trovando sulla sua strada il forte maestro
argentino Roberto Koziel, ha fatto in pieno il proprio dovere e ha portato
il suo contributo a vantaggio degli azzurri, mantenendo alto l'onore
della città.
Nella partita che il numero uno lucchese ha giocato col bianco, nessuno dei
due scacchisti è riuscito a prendere il sopravvento e l'incontro è
finito in parità; ma nella partita col nero, invece, Riccio ha messo alle
corde il maestro argentino e ha incamerato il punto a favore
dell'Italia.
Riccio, figlio del vicesindaco Domenico Riccio (anch'egli grande
appassionato di scacchi), ha fondato, insieme con Roberto Corso,
l'associazione scacchisti indipendenti di Lucca e il mese scorso ha
trionfato al torneo semilampo di Sarzana piazzandosi al primo posto assoluto
con sette vittorie su otto partite. 

 
 




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27 giugno 2006

I finali di torre (di Eros Riccio)

I FINALI DI TORRE

 di Eros Riccio

                        

La “Posizione Difensiva” di Philidor e “Il Ponte” di Lucena

I finali di Torre sono considerati tra i più difficili, e c’è di peggio, questi tipi di finali si raggiungono in partita la maggior parte delle volte, essendo le Torri di solito, gli ultimi pezzi ad essere cambiati.

Tra le tante combinazioni possibili di questi finali, voglio analizzare con voi quello dove il Bianco si trova con Re Torre e Pedone contro Re e Torre del Nero. 

Com’è questo tipo di finale? Dipende, non è sempre vinto, la patta si verifica di solito quando il Re in svantaggio riesce a portarsi davanti al pedone, dopodiché userà la Torre dando continui scacchi “da lontano”, facendo in modo di non far avvicinare il Re nemico.

Passiamo subito all’analisi di due metodi che ci insegnano come giocare questo tipo di finale, ideati da due famosi scacchisti del passato: vedremo nell’ordine il “Metodo Difensivo” ideato da Philidor e il “Metodo del Ponte” di Lucena, per riuscire a portare a Donna il pedone.

Veniamo subito alla posizione difensiva che Philidor ha scoperto più di due secoli fa:

  

Sta al Bianco muovere, e lo fa avanzando il pedone: 1. e5 Ta6 La Torre si mantiene sulla sesta traversa per non far entrare il Re nemico. 2. e6 Il Bianco impiega il pedone come schermo per accedere a f6 2. … Ta1!

 

La Torre si porta sulla prima traversa dove darà scacchi continui al Re da lontano. 3. Rf6 Tf1+ 4. Re5 Te1+ 5. Rd6 Td1+ 6. Rc5 Tc1+ 7. Rb4 Te1! E il Bianco non può conseguire alcun vantaggio. Con il metodo di Philidor, che abbiamo appena visto, la Torre si colloca dapprima sulla terza traversa, impedendo l’accesso al Re. Una volta che il pedone è avanzato, con l’obiettivo di fare da scudo al proprio Re, la Torre si porta sulla prima traversa dove darà scacchi continui al Re, approfittando della mancanza di rifugio di quest’ultimo. Bisogna ricordarsi di aspettare che il pedone si porti in sesta traversa, altrimenti il Re bianco può trovare rifugio davanti al pedone.

E passiamo ora al ponte di Lucena, dal nome dello scacchista che lo propose nel lontano 1497. Questo metodo ci aiuterà a comprendere come si fa a portare a donna un pedone che ha raggiunto la settima traversa:

 

A prima vista sembra che il Bianco non riesca in nessun modo a evitare che la Torre Nera dia continui scacchi al monarca…. Ma guardiamo meglio!

1. Tg1+! Il primo passo è allontanare il Re. 1. … Rh7  a 1. … Rf6 vince subito 2. Rf8.   2. Tg4!!

 

Questa è l’idea! Il Bianco “costruisce” un ponte per coprire con la Torre gli scacchi della Torre avversaria. 2. … Te2 3. Rf7 Tf2+ 4. Re6 Te2+ 5. Rf6 Tf2+ Se 5. … Rh6 segue la mossa vincente 6. Tg8!, mentre a 5. … Rh8 si ribatte con 6. Tg5 seguita da 7. Te5 interponendo la Torre a difesa del Pedone.

6.Re5! Te2+ 7.Te4!

 

Si comprende ora pienamente il significato della seconda mossa del Bianco. Se la Torre non avesse occupato la quarta traversa, il Nero avrebbe dato scacchi continui senza ostacoli, fino a ottenere che il Re Bianco si allontanasse dal Pedone che proteggeva quanto bastava per consentirne la cattura.

Siamo stati in grado di fabbricare il nostro “ponte”, e la promozione del pedone è imminente!




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27 giugno 2006

Il gambetto di donna (di Eros Riccio)

Il Gambetto di Donna Accettato - Variante Centrale: 1.d4 d5 2.c4 dxc4 3.e4 Cc6!

di Eros Riccio

    

Nel Gambetto di Donna Accettato, e cioè 1.d4 d5 2.c4 dxc4, il Bianco dispone di due piani di gioco principali, può scegliere di continuare con 3.Cf3, e dopo 3…Cf6 4.e3 e6 5.Axc4 c5 6.0-0 a6 si arriva alla variante principale, oppure può scegliere di occupare immediatamente il centro con l’immediata 3.e4.

Questa è la variante centrale di cui ci occuperemo, o meglio, ci occuperemo della variante che gioco io col Nero, ovvero 3…Cc6.

Con questa spinta il Bianco si pronuncia subito al centro, affiancando appena ne ha la possibilità i suoi pedoni centrali.

A differenza delle linee con 3.Cf3, è molto più tattica e ricca di sorprese, e infatti nell’ottimo libro di Chris Ward, The Queen’s Gambit Accepted da cui ho preso spunto, l’autore afferma che se il Gambetto di Donna verrà mai confutato, il Bianco per farlo giocherà la variante centrale!. Questo ovviamente non vuol dire che il Nero è perduto già alla terza mossa, questo vuol dire che questa linea conduce a un gioco appunto molto tagliente e ancora abbastanza inesplorato dalla teoria.

Dopo 3.e4 il Nero ha la scelta tra cinque mosse principali:

3…b5; mossa da computer, che tenta senza successo di mantenere il pedone in più. Il Bianco dopo 4.a4! per un bel po’ di tempo non lascerà tregua al Nero, che si trova costretto a difendere il pedone b5 con la mossa 4…c6 (ad 4…a6 segue 5.axb5 e il nero non può ricatturare per la Torre a8 inchiodata), ma il Bianco continuerà a dar fastidio con 5.b3!

3…e5; la mossa più giocata ma che a me a dire la verità non piace, dato che conduce in alcune varianti al veloce cambio delle Donne.

3…c5; stesso discorso di sopra; come avrete capito, sebbene il Nero reagisca subito contro il centro del Bianco, l’idea di cambiare presto le Donne mi dà fastidio.

3…Cf6; mossa interessante, che può condurre a impianti simili alla Siciliana variante alapin (1.e4 c5 2.c3 Cf6 3.e5 Cd5) o alla difesa Alekhine (1.e4 Cf6 2.e5 Cd5) e che ho quindi investigato (perché io contro 1.e4 gioco appunto la difesa Alekhine!) ma alla fine mi sono deciso per la quinta possibilità a disposizione del Nero.

3…Cc6! Questa è la mossa che mi ha attratto da subito. Ho trovato in lei i requisiti che cercavo, e cioè evita il cambio precoce delle donne, è poco esplorata dalla teoria (il che vuol dire che l’avversario studierà meglio le mosse principali 3…c5 e 3…e5) e offre un gioco davvero interessante.

Dopo questa veloce introduzione, possiamo passare alle varianti:

1.d4 d5 2.c4 dxc4 3.e4 Cc6! A volte i punti esclamativi che metterò saranno un po’ esagerati, ma serviranno a far capire meglio l’importanza che hanno per me tali mosse.

Il Bianco ora ha a disposizione tre mosse: A) 4.Cf3     B) 4.Ae3     C) 4.d5

Vediamole una per una:

A)   4.Cf3 questa mossa si attiene al consiglio “è meglio sviluppare prima i Cavalli degli Alfieri”. 4…Ag4 5.Axc4 5.d5 Ce5 6.Af4 Cg6 E dopo la ritirata dell’Alfiere in e3 o in g3 il Nero proseguirà con 7…e5! E terminerà il suo sviluppo con a6-Ad6-Cf6-0-0, raggiungendo una posizione che si può ottenere anche con altre varianti del Bianco. 5…e6! Questa mossa para le minacce del Bianco 5.Db3 e 5.Axf7+ Rxf7 6.Cg5+. 6.d5 oppure 6.Ae3 Axf3 7.gxf3 Df6! 8.Ab5 Ab4+ 9.Cc3 Cge7 e il Nero può scegliere poi di arroccare lungo o corto con leggero vantaggio, e ancora, la variante 6.Ab5 Cge7! 7.Cbd2 a6 8.Ae2 Cg6 9.h3 Axf3 10.Cxf3 Ch4! 11.d5 exd5 12.exd5 Cxf3+ 13.Axf3 Ce5 14.0-0 Ad6 15.Ae2 0-0 e il Nero ha una posizione molto confortevole, dato che il Bianco dovrà preoccuparsi del pedone d5 isolato.

6…exd5 7.Axd5 Df6! Dalla partita Ward–Baburin, Isle of Man 1997. E’      interessante il commento di Ward a questo punto, che racconta che il suo avversario ha confessato che “l’amico Fritz” è stato “largamente responsabile” per questa mossa, che al tempo della partita era una novità teorica. 8.Da4?! La continuazione della partita. Nelle analisi successive, Baburin ha suggerito la tranquilla 8.Db3 Ab4+ 9.Ad2 Axf3 10.Dxf3 Cd4 11.Dd3 Axd2+ 12.Cxd2 e la “pazzerella” 8.Cc3 Ab4 9.h3 Axf3 10.Dxf3 Cd4 11.Dd3 c6 12.0-0 Td8 13.e5 Dxe5 14.Axf7+ Rxf7 15.Dc4+ De6 16.Dxb4 Cc2 17.Df4+ Cf6 18.Tb1 con pari chances.

8…Axf3 9.Axc6+bxc6! Non conviene cambiare le donne, dato che quella Nera è più attiva. 10.gxf3 Ac5 11.Cc3 Ce7 Il Bianco ha dei problemi per i pedoni “f” e per il Re non al sicuro. 12.f4 0-0 13.Dc4 Ab6 14.Ad2 Tad8 15.0-0-0 Axf2 16.Ce2 Txd2! 17.Txd2 Ae3 18.Dd3 Axd2+ 19.Dxd2 Cg6 20.Td1 Dh4! Il pedone doppiato in c6 non ha molta importanza, il Nero lo lascia al suo destino e cerca di approfittare delle debolezze sul lato di Re. 21.f5 Ce5 22.Df4 Df6! In partita il Bianco ha giocato 22…De7 (ma comunque il Nero è riuscito ugualmente a vincere) e il Bianco ha approfittato di questa imprecisione con 23.f6! Creando all’avversario un altro pedone doppiato. La mossa del testo evita questa possibilità per il Bianco e  lascia il Nero in posizione superiore.

 

B)   4.Ae3 Il Bianco sviluppa prima l’Alfiere del Cavallo per evitare l’inchiodatura 4…Ag4. 4…Cf6 5.Cc3 5.f3 e5 6.d5 Ce7! 7.Axc4 a6 per impedire lo scacco d’alfiere in b5 8.Ce2 Cg6 9.0-0 Ad6 10.Cbc3 0-0 Il Nero ha raggiunto una posizione che a me piace molto. Il suo piano di gioco potrebbe essere Ch5-f4-Dh4-f5 con forte attacco sul Re nemico. e5 6.d5 Ca5! Dalla partita Illescas-Sadler, Linares 1995. L’alternativa 6…Ce7 è pure interessante, e anzi dovrebbe essere la mossa da inserire nel mio repertorio, dato che dopo 7.Axc4 a6 8.Cf3 Cg6 9.h3 Ad6 10.0-0 0-0 siamo rientrati in un impianto (quello già citato sopra con forte attacco al Re nemico) che si può ottenere anche da altri ordini di mosse (vedi la variante 4.d5). Tuttavia, la tentazione di vedere se il Bianco entrerà nella variante che vedremo, mi ha fatto optare per questa mossa. 7.Cf3 Purtroppo esiste anche 7.Da4+ c6 8.dxc6 (8.b4? cxb3 9.axb3 b5 10.Dxa5 Dxa5 11.Txa5 Ab4 con vantaggio netto per il Nero) 8…Cxc6 9.Axc4 Ab4 10.Cf3 0-0 11.0-0 Axc3 12.bxc3 Cxe4 13.Axf7+ Txf7 14.Dxe4 Af5 con parità. Ma torniamo alla “nostra” variante! 7.Cf3 Ad6 8.Da4+ 8.Cd2 incorre in 8…Cg4! 8…Ad7! Eccoci, questa e la prossima mossa sono “le Mosse”. 9.Dxa5 a6!! Ed ecco l’unica mossa da due punti esclamativi tra tutte queste varianti! L’idea del Nero è semplicemente di intrappolare la Donna Bianca con b6! In partita, il Bianco ha giocato 10.Cb1?? e dopo 10…Cxe4 11.Rd1 c3! Il Bianco ha abbandonato, pur avendo una posizione ancora non chiaramente persa… chissà, forse è stata la mossa 9…a6!! A confonderlo completamente! Una novità teorica tra Grandi Maestri può avere anche questo effetto!

Il gioco avrebbe potuto proseguire così: 12.b4 b6 13.Da3 a5 14.Ad3 axb4 15.Dc1    Cc5 con chiaro vantaggio per il Nero.

Ma torniamo indietro alla decima mossa del Bianco, e vediamo le altre possibilità:

A)      10.Ca4 De7! 11.a3 (11.0-0-0?! Ab4 12.Dxc7 Axa4 13.Dxc7+ Rxe7 è semplicemente superiore per il Nero) Cxe4 12.Axc4 b5 13.Ad3 Cf6 14.Cc3 e4 15.Cxb5 (o 15.Cxe4 Cxe4 16.0-0 0-0 e il Nero sta bene) 15…exf3 16.Cxc7+ Axc7 17.Dxc7 fxg2 18.Tg1 0-0 con posizione a doppio taglio.

B)       10.b4 b6! 11.Da3 a5! Dopodiché sia 12.Db2 axb4 13.Cd1 b5 che 12.Dc1 axb4 13.Ce2 Cxe4 14.Dxc4 f5 15.Cg3 Cf6 16.Ag5 h6 17.Axf6 Dxf6 lasciano il Bianco nella posizione più confortevole, sebbene abbia soltanto due pedoni per il pezzo.

C)      10.Axc4!? Questa è la mossa giocata da Karpov contro Lautier a Montecarlo nel 1996. L’idea è di rassegnarsi alla perdita della Donna, ma in cambio di pedone, torre e pezzo leggero. La partita è continuata così: 10…b6 11.Dxa6 Txa6 12.Axa6 0-0 13.0-0 Cg4 14.Ad2 f5 ed è finita patta alla 57 mossa.

 

D)      4.d5 Questa mossa può sembrare a prima vista abbastanza tentatrice, ma in realtà è probabilmente la peggiore delle tre possibilità. 4…Ce5 5.Cc3 le alternative sono:

5.Af4 Cg6 6.Ag3 e5! 7.Axc4 a6 e ancora una volta si raggiunge la posizione in cui     il Nero arroccherà corto e organizzerà un attacco sul lato di Re nemico con mosse tipo Ad6-Cf6-0-0-Ch5-Cf4-Dh4-f5

5.Dd4 Cg6! (o anche semplicemente 5…Cd3+ 6.Axd3 cxd3 7.Dxd3 e ora 7…e6    o 7…c6 per aprire la posizione a favore della coppia degli Alfieri rimasta al Nero) 6.Axc4 e5! 7.Dd3 a6 e sapete già da voi in cosa si rientra!

5…Cf6 6.Dd4 Cg6 7.Dxc4 e5! 8.Ag5 Il Nero ha compenso nella variante 8.dxe6   Axe6 9.Db5+ Ad7 10.Dxb7 Ac5. 8…a6! Ed eccoci per l’ennesima volta nel tipo di variante citata sopra. E’ interessante comunque anche l’idea che c’è nel libro di Ward; viene riportata la partita Romanishin-Sadler, Altensteig 1992, che continua in questo modo dopo 8.Ag5: 8…Ad6 9.Da4+ Rf8! L’idea è non cambiare il forte Alfiere campochiaro dopo 9…Ad7 10.Ab5. Il Re in f8 non corre gravi pericoli data la posizione chiusa, e inoltre la Torre in h8 può tornare utile ad esempio dopo h5. 10.Cf3 h6 11.Ad2 a6 l’idea è ovviamente il controllo della casella b5. 12.Ae2 Ad7 13.Dc2 De7 14.0-0 Cf4 15.Axf4 exf4 16.Tac1 Cg4 17.Cb1 c5 18.Cbd2 b5 19.a4 g6 non 19…b4? Che concederebbe la casella c4 a un Cavallo nemico. 20.h3 h5!? 21.Tfe1 La torre in h8 sarebbe diventata protagonista dopo 21.hxg4?! hxg4 22.Ce1? Dh4 23.f3 g3 21…c4 22.e5 Cxe5 23.Cxe5 Dxe5 24.Axc4 patta.




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27 giugno 2006

Le origini degli scacchi (di Eros Riccio)

(dal sito scacchisti indipendenti)

L'origine del gioco degli scacchi è ignota: ci sono tante teorie che
cercano di risalire alle origini, ma quello che appare certo, è che per
arrivare alla creazione di un gioco tanto bello e complesso, ci sono volute
generazioni e generazioni di lenta evoluzione, perché tale gioco si
modificasse e perfezionasse fino a raggiungere gli scacchi che noi
conosciamo attualmente. Secondo alcune ipotesi, i lontani progenitori degli
scacchi sarebbero stati semplicemente i dadi: Davidson, nel suo libro
"A short History of Chess", pubblicato a New York nel 1949, ci
fa l'esempio di due antichi persiani (la Persia è la regione dove si
pensa si siano sviluppati per la prima volta gli scacchi) che appunto,
giocando ai dadi, per annotare i punti ottenuti ad ogni giocata, tracciavano
per terra una linea verticale o orizzontale, e vi segnavano tante tacche
trasversali. A seconda del punteggio ricavato dal getto dei dadi, ogni
giocatore spostava un contrassegno, che poteva essere una pietra o una
conchiglia, contando tante tacche quante segnavano i dadi. Il primo
giocatore che raggiungeva la tacca finale aveva vinto. Con l'andare
del tempo, la partita giocata fino all'esaurimento delle tacche
segnate in una sola linea sembrò troppo breve: si fissò un punteggio finale
più alto, il che richiese una seconda linea parallela alla prima, con ugual
numero di tacche; poi una terza, una quarta, e così via: a poco a poco il
complesso delle linee intersecate delle tacche cominciò a delineare la
tipica "grata" di una scacchiera. Questo sistema di segnare i
punti faceva sì che talvolta uno dei giocatori, con un getto di dadi
fortunato, raggiungesse una casa, o una tacca già occupata dal contrassegno
dell'avversario. Per lungo tempo ciò non ebbe alcun particolare
significato, ma venne il giorno in cui si stabilì che il gettone
sopravveniente potesse scacciare il primo occupante, segnando la vittoria
del secondo giocatore e la fine della partita. Dall'espulsione
all'immagine della preda e della cattura il passo fu breve; il secondo
giocatore ebbe diritto di appropriarsi del gettone avversario, e la somma
dei gettoni servì a calcolare l'entità del guadagno del vincitore. A
sua volta, il prelievo del gettone avversario evocò naturalmente il concetto
di tributo pagato al competitore, e poiché l'idea di tributo era
indissolubilmente legata all'idea di poteri regali, ogni avversario si
considerò un Re: non solo, ma l'aspetto antagonistico della partita,
unito all'idea di cattura del nemico, delineò il concetto di una
guerra in miniatura, e due Re in guerra avevano naturalmente bisogno di due
armate. La potenza di queste armate si modellò sul tipo delle armate
indiane, e sui suoi tradizionali componenti: elefanti, carri da guerra,
fanteria e cavalleria. La disposizione di queste armi era, nella strategia
bellica indiana, rigidamente fissata: gli elefanti al centro, i carri ai
fianchi, la cavalleria in mezzo e la fanteria davanti. Il Re, come capo
dell'armata, era fermo al centro, ed era logico che fosse assistito da
un consigliere, o primo ministro. In un primo tempo, questa concezione dei
due opposti schieramenti come due armate non determinò alcuna distinzione
nel movimento dei pezzi. Questi continuavano ad avanzare verticalmente
secondo il getto dei dadi, e lo scopo della partita continuò ad essere il
raggiungimento dell'ultima casa, o la cattura dei pezzi avversari.
Solo in un secondo tempo dovette sembrare necessario differenziare le mosse
a seconda della diversa natura dei pezzi, e i dadi servirono solo ad
indicare quale pezzo dovesse muovere. A questo punto, il gioco dei quattro
elementi (chatur = quattro; anga = parti di un tutto) era nato:
l'ultimo passo fu la sparizione dei dadi.Dalla nascita del Chaturanga,
al posto dei quattro elementi si inserirono quattro armate, e da qui una
nuova evoluzione del gioco degli scacchi: tale gioco si giocava su una
scacchiera di 64 caselle: tale scacchiera conteneva appunto quattro armate,
disposte ai quattro angoli della scacchiera. Ognuno dei quattro giocatori
controllava un'armata, e le due armate agli angoli opposti erano
alleati. Ancora, le mosse erano effettuate a seconda del getto dei dadi.

La diffusione degli Scacchi

Le vie di diffusione del gioco furono molte e diverse: è probabile che gli
stessi carovanieri del celeste Impero, che portavano in India le sete
cinesi, ne siano spesso tornati con lo strano gioco del Chaturanga. Verso il
sud, gli scacchi passarono agevolmente dall'India alla penisola di
Malacca. Qui gli scacchi indiani (Chaturanga) si trasformarono nello
"Shatranj" arabo. Verso l'occidente, ci pensarono gli
Arabi a diffondere il "virus" degli Scacchi, quando nel 641
invasero la Persia. Gli Arabi portarono poi gli Scacchi in Europa, passando
per lo stretto di Gibilterra e su per la penisola Iberica. Nel Medioevo, la
diffusione del gioco degli Scacchi fu grandissima, e interi poemi si
imperniavano sugli Scacchi, come quello intitolato "Les échecs
amoureux", lungo ben 30060 versi! Gli Scacchi, insomma, erano di gran moda in
quel periodo, e facevano distinguere chi ci giocava come un vero cavaliere.

Altre evoluzioni degli Scacchi

Fino al 1300 il gioco degli Scacchi, quale fu giocato nel mondo occidentale,
non differì da quello arabo, le cui regole erano state integralmente
importate. Divenuto tuttavia un gioco a scommessa, il gioco degli Scacchi
secondo le regole arabe, parve troppo lento, soprattutto nella fase di
sviluppo dei pezzi. Per questo furono inventati i cosiddetti "tabi", ossia
delle posizioni di partenza con i pezzi già sviluppati, appunto per
"scavalcare" la noiosa e lenta fase di sviluppo, passando direttamente al
mediogioco. Verso il XIV secolo, gli Scacchi subirono delle variazioni: si
cominciò a dare alle caselle una diversa colorazione, e si diede inizio ad
importanti modificazioni nei movimenti dei pezzi, appunto per rendere il
gioco più veloce: i pedoni poterono saltare due caselle alla prima mossa.
Poi verso il 1500 venne introdotto l'arrocco, la donna poté
controllare tutte le caselle sia orizzontali che verticali, e
l'Alfiere tutte le case in diagonale del suo colore. Sempre verso il
1500 apparvero diversi trattati che parlavano di scacchi, in cui gli autori
diffondevano le nuove regole, e esponevano già le prime aperture.
L'opera più famosa di tutte fu quella scritta da Ruy Lopez de Sigura
nel 1561, intitolata "Libro de la invencion liberal y arte del juego
del Axedrez, muy util y prouechosa". Presto venne tradotta anche in
Italiano. Nel suo testo, Ruy Lopez non si limitò ad indicare le mosse delle
aperture (tra cui la Difesa che prende il suo nome), ma cercò di dare la
spiegazione degli impianti di gioco da lui descritti, impartendo dei veri e
propri ammaestramenti teorici.
 




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27 giugno 2006

Eros Riccio vince il torneo semilampo "Trofeo Centro Luna" di Sarzana

La classe non è acqua

(articolo di Roberto Corso del 30/12/2002 - dal sito scacchisti
indipendenti)
    
Meritatissima vittoria di Eros Riccio nel Torneo Semilampo "Trofeo Centro
Luna" che si è disputato a Sarzana Domenica 29 Dicembre 2002. Siamo partiti
con la classica comitiva dei semilampisti (Eros Riccio, Roberto Corso,
Francesco Frugoli e Oliver Valbuena) alla volta di Sarzana con l'intento di
strappare all'agguerrito Nelli Luca (un vero mito per noi, difatti questa
riga è prettamente ironica) la conquista del Primo Posto che ci aveva
comunicato essere la sua ambizione principale seguita a ruota da quella di
castigare quelli che lui definisce "gli eretici" cioè noi. Alla fine del
torneo Nelli ha dichiarato: "Mi congratulo con l'homo eroticus (soprannome
nelliano per Eros) ma non certo con voi (rivolto a me, Francesco e Oliver)
che siete la "banda bassotti"!!!". Nelli aveva realizzato un ottimo 7 su 8
alla Maratona Lampo di Guiglia contro i quattro "eretici" presenti in quel
di Modena: Eros Riccio, Roberto Corso, Nazario Augusto e Oliver Valbuena.
Solo Eros era riuscito a sottrargli un intero punto per altro in posizione
persa! Questa volta nessuno di noi lo ha incontrato ma lo score di Nelli
contro "gli eretici" rimane strabiliante come strabilianti rimangono i
soprannomi che continuamente ci appioppa come ad esempio: Frugolone (per
Francesco Frugoli) e Ominide Corso (per me).

Ma torniamo al torneo. Ognuno di noi si era posto un obiettivo rappresentato
dalla quantità di punti da realizzare. Sembra una cosa usuale ma tra noi
funziona così: ogni mezzo punto sotto l'obiettivo stabilito scatta una
penitenza ed è penitenza da non stare allegri, un po' come la stanza 101 in
1984 di Orwell, mentre ogni mezzo punto sopra l'obiettivo scatta un bonus,
bonus che consente notevoli privilegi. Così io che mi ero prefisso 5 su 8
realizzando 6 ho ricevuto 2 bonus, Francesco che si era posto come obiettivo
5 su 8 ne è uscito indenne e Oliver che aveva come proposito 4,5 su 8 avendo
ottenuto un misero 3,5 si è accollato ben 2 tragiche penitenze delle quali
purtroppo non mi è consentito rendere nota la natura. Dal canto suo, Eros,
che si era proposto un 6 su 8 totalizzando 7 e vincendo il torneo ha
beneficiato di 2 bonus e di un privilegio speciale che ha subito sfruttato
nel viaggio di ritorno.

Cosa dire di più? Ricordate "Il Silenzio degli Innocenti"? Quando Clarisse
porta la crisalide trovata nella gola della prima vittima dai due esperti di
insetti che la aprono e scoprono essere un esemplare rarissimo di
lepidottero dal nome "Testa di Morto"? Bene: il Trofeo vinto da Eros è stato
battezzato "Testa di Morto". Oggetto da venerare e temere per la sua
singolarissima fattura... Vincerlo per Credere... (Ovviamente lo riteniamo
il massimo della Bullezza come Trofeo e precisiamo che questa sua
descrizione è da intendersi in senso positivo)

A parte le divagazioni: un ringraziamento all'organizzazione che è stata
capace e competente e ai giocatori che si sono dimostrati sportivi e
corretti.




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27 giugno 2006

Eros Riccio Superstar (di Roberto Corso)

(articolo di Roberto Corso del 10/09/2002 - dal sito scacchisti
indipendenti)
 
Come si sa: un torneo tira l'altro. Per questo motivo, non appena tornati da
Olomouc abbiamo cominciato a guardarci intorno per individuare il Festival
da giocare. La scelta è caduta su Imperia per vari motivi primo tra i quali
il fatto che Eros aveva già prenotato ed era l'occasione per giocare un
torneo insieme ad un amico che in questo periodo non gioca molto (non siamo
infatti nemmeno riusciti a farlo venire in Repubblica Ceca nonostante
preghiere telefoniche quotidiane) ma che quando gioca raccoglie sempre
notevoli successi dimostrando la sua classe e la meritata condizione di
miglior giocatore non solo della nostra Associazione ma anche e soprattutto
della nostra Provincia. Ed infatti Eros non ha deluso le aspettative
portando a casa il miglior risultato Lucchese al Festival di Imperia: Primo
dei Candidati Maestri. Il gioco di Eros è molto maturato in questi ultimi
due anni e gli consente di giocare per vincere contro chiunque come hanno
dimostrato le brillanti prestazioni di questo Festival in cui, tra l'altro,
ha realizzato un'altra norma di Maestro, benchè purtroppo questa categoria,
per lui meritata (aveva già ottenuto due norme qualche anno fa), andrà a
sparire nel 2003 o almeno così per ora sembra.

Ad Imperia c'eravamo anche Pier Paolo Frugoli ed io che però proprio non
abbiamo brillato. Io purtroppo stavo viaggiando in un momento negativo,
cominciato qualche mese prima di Olomouc, che mi ha fatto sciupare molte
posizioni vinte e perdere malamente contro avversari più che gestibili. Pier
Paolo di contro se ad Imperia ha perso contro avversari decisamente
inferiori regalando punti importanti ha dimostrato in questi ultimi mesi,
con la conquista della Seconda Categoria Nazionale di essere uno dei più
talentuosi giocatori del nostro Circolo. Vale molto di più infatti di questa
categoria e lo dimostra costantemente nei tornei interni in cui nè Eros nè
io riusciamo a strappargli più della patta. La costanza da lui dimostrata in
quest'ultimo periodo lo ha portato a conquistare inoltre un posto da
titolare nella nostra prima formazione schierata nel Campionato Italiano a
Squadre 2003.

Si è sentita la mancanza del geniale Francesco Frugoli da poco promosso
Candidato Maestro, che ci è venuto a trovare in quel di Imperia per gli
ultimi due turni di gioco. Francesco è sicuramente un altro pilastro degli
Scacchisti Indipendenti ed impersona decisamente meglio di qualunque altro
quell'estro creativo che ci caratterizza, soprattutto per la conoscenza
enciclopedica di quasi tutte le aperture (cosa che accentua la sua
poliedricità): quando avrà finalmente costruito un repertorio stabile lo
attenderanno dei successi che per comprensione del gioco sarebbero alla sua
portata anche adesso se solo riuscisse ad evitare di giocare una variante
diversa per ogni partita.

Comunque l'esperienza Imperiese ha portato a ciascuno qualcosa: Pier Paolo è
tornato a camminare coi piedi per terra dopo le astrazioni Cecoslovacche, io
mi sono rimesso in discussione ancora una volta ed Eros ha ricevuto un
meritato premio per la sua dedizione e lealtà non che per l'onestà delle sue
intenzioni e comportamenti che spesso lo portano ad esporsi a giudizi
ingiusti. Rimane solo, alla fine, come lato negativo, l'amarezza che tutti
noi abbiamo provato nel dover osservare ancora una volta "l'invidia che
crede di poter bastare a se stessa" e che continuando a rimirarsi nel suo
specchio di stupidità e ignoranza (reso forse più grande, ma non certo più
veritiero, dall'omologazione delle menti deboli che gli sono sottomesse),
non riuscendo a dimostrare coi fatti il proprio valore, non può far altro
che scagliarsi contro chi, puro nel cuore, nella mente e nell'anima, ha solo
commesso l'errore di essere la prova vivente del fallimento di colui che
quell'invidia rappresenta.

Come avrebbe certamente detto il Venerabile Mullah Nassr Eddin: "Niente di
più stupido di un uomo che si crede intelligente".




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26 giugno 2006

Eros Riccio vince il primo torneo sociale della nuova associazione

Eros Riccio vince il torneo di scacchi
(da Il Tirreno - 24 dicembre 2001)

Si è concluso il primo torneo sociale dell'associazione scacchisti
indipendenti che ha visto la vittoria di Eros Riccio che ha concluso  con
sette punti e mezzo su otto, vincendo tutte le partite e pareggiando
soltanto con il secondo classificato, Roberto Corso che ha invece ottenuto
sette punti su otto. Terzo classificato Nicola Barsanti.
Decisivo è stato l'ultimo turno in cui Riccio si è trovato in prima
scacchiera opposto ad Augusto Nazario, uno dei favoriti del torneo. La
partita è stata tesa fino alla fine e Riccio è riuscito a prevalere
sfruttando abilmente il vantaggio conseguito in apertura.
Il seconda scacchiera Corso si è trovato a giocare contro Barsanti che, dopo
essere uscito in svantaggio dall'apertura, ha ottenuto un grande
vantaggio nel finale, ma non è riuscito ad ottenere più di un pareggio.
Grazie alla propria vittoria ed al pareggio di Corso, Riccio si è così
imposto come miglior giocatore dell'associazione per il 2001.
Nella serie esordienti vittoria di Filippo Fassino con 5 punti su 8, secondo
posto per il giovanissimo Oliver Valbuena, terza piazza per Fabrizio Bonelli
sfavorito dagli accoppiamenti.
 




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